Sigillature dei solchi: cosa sono e a che età si fanno
Verso i sei anni, dietro l’ultimo dente da latte, spunta un molare nuovo. Non cade niente per fargli spazio e nessuno se ne accorge, per questo molti genitori scoprono la sua esistenza solo quando si caria. Nei nostri studi di Arezzo e Sinalunga capita spesso di trovarlo già compromesso alla prima visita di controllo delle elementari.
Quel dente si chiama primo molare permanente e accompagnerà tuo figlio per tutta la vita. La sigillatura serve a proteggerlo nel periodo in cui è più vulnerabile.
Perché proprio quei denti
La superficie con cui mastichiamo non è liscia. Ha rilievi e avvallamenti che servono a triturare il cibo, e nei molari quegli avvallamenti sono solchi stretti, a volte profondi più di un millimetro, con un’imboccatura più sottile di una setola di spazzolino.
Il risultato è che lo spazzolino ci passa sopra senza entrarci. I residui di cibo e i batteri, invece, ci arrivano benissimo. È il motivo per cui le carie dell’età scolare si concentrano quasi tutte lì, sulla superficie masticante dei molari, mentre le altre facce del dente restano sane. Se vuoi capire meglio il meccanismo con cui una carie prende forma, ne abbiamo parlato nell’articolo su come si forma la carie e come prevenirla nei bambini.
Cosa succede intorno ai sei anni
Il primo molare permanente erompe in fondo all’arcata, dietro i denti da latte, senza sostituire nulla. Molti genitori lo scambiano per un dente da latte e pensano che prima o poi cadrà. Non cade.
C’è poi una fase delicata che dura mesi: il dente emerge lentamente e per un lungo periodo resta parzialmente coperto da un lembo di gengiva. In quella condizione è quasi impossibile pulirlo bene, anche per un bambino che si lava i denti volentieri.
Nello stesso periodo iniziano a cadere gli incisivi da latte e l’attenzione dei genitori si sposta lì. Se ti interessa capire come funziona il ricambio e in che ordine avviene, ne parliamo in quando cade il primo dentino.
Come si fa una sigillatura
La procedura è breve e non prevede anestesia. Il dente sano non viene toccato dalla fresa, quindi non si asporta smalto.
Si isola e si asciuga il dente, perché il materiale aderisce solo su una superficie perfettamente asciutta.
Si applica una soluzione che rende lo smalto microscopicamente ruvido, così il sigillante fa presa.
Si cola il materiale fluido dentro i solchi, dove si distribuisce da solo.
Si indurisce con una lampada a luce blu, questione di pochi secondi per dente.
Si controlla la chiusura delle arcate e si rifinisce se il bambino sente qualcosa di diverso quando morde.
Nei nostri studi una seduta su due molari richiede in genere una ventina di minuti, compreso il tempo per far accomodare il bambino e spiegargli cosa succederà. La parte più lunga, quasi sempre, è la prima.

Quanto dura e cosa va controllato
Il sigillante è un materiale sottoposto a masticazione quotidiana, quindi si consuma. Nella maggior parte dei casi tiene bene per alcuni anni, ma può assottigliarsi o staccarsi in un punto, e se succede il solco torna scoperto.
Per questo la sigillatura va verificata alle visite periodiche. Il controllo dura pochi istanti e se serve si ripristina nella stessa seduta, senza appuntamenti aggiuntivi. Un bambino sigillato che non torna più a controllo perde buona parte del vantaggio.
Va detto con chiarezza anche un altro punto: la sigillatura riduce il rischio di carie sulla superficie masticante, non su tutto il dente. Le facce laterali e gli spazi tra un dente e l’altro restano scoperti, e lì continuano a servire spazzolino e filo interdentale.
Per chi ha più senso
Non è un trattamento da proporre a tutti nello stesso modo. Valutiamo caso per caso, guardando la conformazione dei solchi, che in alcuni bambini è molto marcata e in altri quasi assente, e la storia clinica.
Un bambino che ha già avuto carie sui denti da latte ha una probabilità più alta di averne sui permanenti, e in quel caso la sigillatura è indicata senza troppe discussioni. Lo stesso vale quando l’igiene a casa è ancora incerta, cosa normalissima a sei o sette anni, o quando lo spazzolamento in fondo all’arcata resta approssimativo perché il bambino non arriva bene con la mano.
FAQ – Domande frequenti
A che età si fanno?
In genere tra i sei e i sette anni, appena il primo molare permanente è erotto abbastanza da poter essere isolato e asciugato. Verso i dodici anni si valutano i secondi molari, che spuntano più indietro.
Fa male?
No. Non si usa anestesia perché non c'è nulla da anestetizzare: non si tocca la dentina e non si incide la gengiva. La sensazione più fastidiosa per il bambino è di solito il getto d'aria per asciugare.
Si possono fare anche sui denti da latte?
In casi selezionati sì, quando i molaretti da latte hanno solchi molto profondi e il rischio di carie è alto. È una scelta meno frequente rispetto ai permanenti.
Cosa succede se si stacca?
Il dente torna nella condizione di prima, senza danni. Ci si accorge del distacco al controllo e si rifà.
Serve fare qualcosa di diverso a casa dopo?
No, la routine resta la stessa. Spazzolino due volte al giorno e filo dove i denti si toccano.
Quando prenotare
Se tuo figlio ha tra i sei e i sette anni e non è mai stato valutato, questo è il momento in cui una sigillatura fa la differenza maggiore. Se non è mai venuto in studio, ti consigliamo di leggere come funziona la prima visita dal dentista per i bambini, così arrivate preparati.
Puoi prenotare un controllo nelle nostre sedi di Arezzo e Sinalunga: valutiamo la situazione e ti diciamo se ha senso procedere, senza darlo per scontato.